| 2009 |
Sulla funzione dell'Arte e sull'Esistenza
Dal mio punto di vista, l'Arte deve essere espressione del mondo spirituale dell'artista,
comunicando i valori della propria interiorità e dimensione etica.
L'Arte perciò non può e non deve essere un fatto meramente estetico e altamente decorativo,
ma espressione dell'essere dell'autore. In tale chiave vanno lette le mie opere.
Personalmente tengo anche a un altro punto focale che dovrebbe far parte della vita di ogni
essere umano: la ricerca di Dio, quindi la ricerca dell'essenza ultima e primigenia della vita,
la incessante ricerca di un ricongiungimento con Quell'Origine e Causa Prima della vita e
dell'esistenza di tutte le cose esistenti e la costante riflessione e tentativo di interpretazione
del motivo dell'esistenza di tutte le cose e del presente continuo in cui ci troviamo
in quello che percepiamo come scorrere del tempo.
La capacità che ha l'uomo di riflettere sull'idea della
morte che colpisce e annulla inesorabilmente l'esistenza di ogni essere umano, dovrebbe essere considerata
da ciascuno come un'opportunità per riavvicinarsi alla necessità di coltivare la propria spiritualità
nel senso di una ricerca seria di quel Vero Dio Creatore e Fattore Primo di tutte le cose, al di là di ogni
pregiudizievole interesse fanatico-fazioso esistente nella quasi totalità delle religioni.
Questo bisogno di spiritualità non deve essere però dettato dall'ansia assoluta di essere liberati dalla
dimensione temporale in cui ci troviamo controvoglia imprigionati, ma l'espressione sincera della
volontà innata di amare con gratitudine la Fonte della Vita, evidente nella meravigliosa espressione
di gioia e stupore del fanciullino che si affaccia al fantastico caleidoscopio della vita.
La capacità di stupirsi, di affascinarsi, di quella curiosità che porta alla scoperta di qualcosa di nuovo da conoscere
e da imparare, quella capacità di innamorarsi e quella volontà di amare e del desiderio di essere amati,
sono tutte cose che dovrebbero farci ben comprendere che Quel Vero Dio Fattore della nostra Vita deve esistere
come Persona Spirituale e che dobbiamo senz'altro riuscire a conoscerlo. Che questo Dio debba essere al di sopra della
nostra portata psichica è evidente dal fatto che riusciamo a comprendere la necessità di spiegare e testimoniare
la sua esistenza, ma non riusciamo a giustificare - con la logica che ci appartiene - perché il Dio che è Origine di tutte
le cose, non può Egli stesso avere avuto un'origine. Un tentativo in tale comprensione si può fare con il pensare - per ipotesi -
che il tempo abbia avuto origine con l'inizio dell'esistenza dell'universo come oggetto fisico, quindi essendo il tempo intimamente connesso
con l'esistenza fisica dell'universo, l'esistenza di Dio appartiene a un'altra dimensione a noi sconosciuta nell'ambito di
qualcosa assimilabile all'eternità e immaterialità delle idee, che potremmo definire universo spirituale.
La nostra fisicità ci impone la logica della ricerca dell'origine dell'origine, ovvero del perché del perché e via dicendo,
in un ciclo infinito che in effetti ci tiene costantemente distanti di "una infinità" dall'obiettivo-risposta che cerchiamo invano
(illogicamente in modo puro) di raggiungere con tale metodo. Semplicemente la nostra mente opera nel campo del finito,
pertanto potrei dire che il concetto stesso di infinito non è altro che una nostra illusoria percezione della realtà
(a livello TOTALE), ma credo che invece di infinito o eternità si dovrebbe parlare di presente fisico continuo,
ovvero presente indefinito.
La cruda realtà della morte ci fa ben comprendere quanto la vita dell'essere umano in quanto tale non sia altro che
un'esistenza nel presente continuo dell'universo-oggetto. L'uomo non ha mai accettato- tranne rari casi - che la vita debba
finire con la morte, infatti la dottrina dell'anima immortale e la stessa ricerca della propiziazione della divinità è
frutto della non accettazione della verità della realtà della morte come annullamento dell'esistenza. La stessa capacità di amare
e di essere amati ci porta a non accettare la possibilità che tutto questo debba terminare con la fine della vita, e che tutta
la nostra esistenza sia sottoposta alla futilità. Eppure l'uomo muore, e non ce niente da fare! Non si riesce in nessun modo a
fermare quell'orologio che a un certo punto ha esaurito il suo tempo per noi e in un istante ci annulla e sgretola quello che resta
di noi come un castello di sabbia sulla spiaggia del tempo.
Alla fine comunque posso dire che io personalemnte credo che Dio abbia voluto in qualche modo comunicare con l'umanità e
lasciare un metodo, un modello, delle orme per ricongiungerci a Lui e credo che queste orme siano quelle per portano a Gesù Cristo
e percorse da quell'Uomo che aveva parole di vita eterna e una sola speranza per l'Umanità. Ci sarebbe da conoscerlo meglio, ma
sicuramente non è la bandiera del crocifisso che può avviciarci alla Verità di quel Cristo, ma la volontà di conoscere la Via che
porta alla Vera Vita e che era in quella Parola.
Sarei felice se questa prosa un po' sognante fosse di stimolo per chi si è assopito e avvilito nella routine quotidiana di
questo mondo economico che tende a schiacciare e avvilire la nostra esistenza già fin troppo breve e carica di ansietà e affanno.
© Ismaele Alongi, novembre 2009
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| 2009 |
Pensieri sull'Arte come espressione di Luce per il mondo
L'Arte, come la vera Scienza, deve essere Luce per il mondo, espressione di una bellezza
casta che avvince e desta meraviglia, un approdo sicuro per il senno della ragione,
un luogo per ripararsi dal vento dell'irrazionalità e un rifugio dai temporali della storia,
espressione di vera sapienza che dia speranza,
gioia di vivere e conforto a tutta l'umanità,
senza distizione di razza, di lingua, di nazionalità, di convinzione religiosa, di simpatie
e antipatie, senza vanto, senza orgoglio, con modestia e sanità di mente.
© Ismaele Alongi, ottobre-novembre 2009
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| 1999 |
Ricerca artistica sui sistemi naturali di generazione e comunicazione
"La mia attuale ricerca artistica è
orientata ai sistemi di compressione, di dispersione e di trasmissione che generano gli oggetti,
la vita, le persone (cioè la riconversione dei sistemi), e punta alla percezione dei dati
oggettivi: la soggettività si configura come unico dato oggettivo accessibile all'artista,
e Dio come massimo ideale di conoscenza dell'oggettività cosmica. Arte è processo.
L'opera d'arte, memoria d'espressione. Le mie opere tendono alla sintesi strutturale e concettuale."
© Ismaele Alongi, 1999
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